Prestito Personale: tutto ciò che c’è da sapere

Il Prestito Personale è un prodotto creditizio che consiste nel finanziamento di una somma di denaro ad un tasso d’interesse fisso che sarà rimborsata secondo il piano di ammortamento stabilito in fase contrattuale. Il prestito personale rientra nella categoria dei prestiti non finalizzati perché non collegato all’acquisto di un bene o servizio specifico. Non essendo un prestito finalizzato il denaro erogato, una volta accettata la richiesta da parte dell’Istituto, viene trasmesso direttamente al consumatore ed il contratto di prestito è concluso tra l’istituto erogante e il richiedente. Per questo se la richiesta di prestito viene accettata il denaro oggetto del prestito viene trasferito direttamente al consumatore.Nel prestito personale manca l’oggetto di garanzia per eventuali insolvenze del debitore, elemento che qualvolta viene visto come rischioso dall’Istituto finanziatore.

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La richiesta di Prestito Personale può essere negata e l’informazione resta memorizzata nella banca dati CRIF (sistema che gestisce tutte le informazioni creditizie) per 30 giorni; perciò la richiesta di un prestito ad altro ente dovrà essere fatta superata questo termine altrimenti la richiesta verrà automaticamente rifiutata causa tracciamento del diniego nel sistema informativo. Inoltre è necessario chiedere all’ente che ha rifiutato il finanziamento una liberatoria contenente i motivi del rifiuto e aspettare la cancellazione dalla banca dati CRIF.

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Il prestito personale può essere richiesto da qualsiasi soggetto italiano o straniero di età compresa tra i 18 e i 70-75 anni residenti in Italia e aventi un reddito dimostrabile. Molti istituti di credito richiedono per gli stranieri la residenza in Italia da almeno 1 anno e il permesso di soggiorno valido. Questa è la regola base per poter richiedere un prestito personale. Vediamo quali sono i requisiti necessari per tipologia di prestito richiesto. Naturalmente, come già sottolineato ci sono dei requisiti minimi validi per richiedere qualsiasi prestito:

  • Età compresa tra 18 e 75 anni
  • Reddito dimostrabile
  • Residenza nel territorio italiano
  • Essere titolare di un conto corrente bancario

I requisiti meno noti e differenti da istituto ad istituto fanno invece riferimento alla valutazione delle richieste in base alle politiche di rischio e all’ffidabilità creditizia del richiedente. Le politiche di rischio variano a seconda dell’istituto prescelto e si basano su un credit scoring (dati statistici in possesso dell’istituto) che verifica il grado di insolvenza, il quale deve necessariamente mantenersi sotto un dato livello di non rischio. L’affidabilità creditizia del richiedente viene invece calcolata in base al rapporto tra la rata di rimborso e il reddito del richiedente che solitamente deve essere apri al 30%. Oltre al rapporto rata/reddito l’istituto consulta delle banche dati quali CRIF (centrale rischi) che registrano mancati pagamenti o ritardi nei pagamenti di finanziamenti passati da parte del richiedente.


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Se il richiedente dovesse risultare segnalato in Crif in alternativa ai prestiti personali potrebbe ricorrere al prestito contro cessione del quinto. La cessione del quinto conta su garanzie del datore di lavoro per i lavoratori dipendenti (o INPS se pensionati) e consente di ricevere un prestito anche se si hanno segnalazioni in Crif. Oltre ai requisiti minimi l’Istituto potrebbe richiedere delle garanzie accessorie per limitare il rischio di insolvenza. Spesso gli Istituti di credito richiedono che ci siano soggetti coobbligati, altri soggetti che si assumono la responsabilità della restituzione del credito in caso di inadempimento del richiedente. Altre forme di garanzia che tutelano i creditori sono le coperture assicurative, obbligatorie solo in caso di prestito vitalizio e cessione del quinto.


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Il soggetto che richiede un Prestito Personale deve necessariamente fornire una serie di documenti atti ad identificare l’utente e ad attestare la propria situazione lavorativa e reddituale. La documentazione richiesta può essere diversa in base alla tipologia di prestito richiesto e alle politiche delle singole banche o finanziarie.

La documentazione fiscale
La normativa antiriciclaggio impone al broker creditizio e agli istituti di credito che sia sempre richiesta la documentazione fiscale o personale del richiedente del prestito:

  • Cittadini italiani: documento d’dentità valido (Carta d’identità o Patente di guida) e il Codice Fiscale
  • Cittadini UE: carta d’identità, certificato di residenza contestuale, attestazione di regolarità di soggiorno o attestazione di iscrizione anagrafica
  • Cittadini extracomunitari: documento di soggiorno

La documentazione economica
La documentazione da presentare può essere differente in base alla condizione lavorativa del richiedente:

  • lavoratori dipendenti:: devono presentare l’ultima busta paga (a volte sono richieste le ultime due) ed eventualmente il Cud
  • lavoratori autonomi:: è richiesta l’ultima dichiarazione dei redditi (730 oppure Modello Unico) e il modulo F24 attestante i pagamenti
  • pensionati:: devono produrre l’ultimo cedolino oppure, in caso si tratti di pensionati Inps, il modello Obis M, ovvero il certificato che riporta tutte le informazioni relative alla tipologia di pensione percepita

Tutti i soggetti, i quali presentino altri finanziamenti in corso, sono tenuti a presentare la documentazione riguardante gli stessi.


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Ogni richiesta di prestito personale prevede un iter di valutazione che varia tra i differenti Istituti, in generale gli elementi che vengono esaminati riguardano:

  • Le politiche di rischio basate su credit scoring che consentono all’Istituto di mantenere le insolvenze al di sotto di un certo livello. I singoli istituti applicano delle proprie politiche di rischio per la valutazione della richiesta di prestito personale, atti a mantenere i casi di insolvenza sotto un certo livello. Questi dati consentono all’istituto di capire quanto sia rischioso concedere un prestito ad un determinato soggetto, se la percentuale di rischio dovesse superare la soglia limite indicata dalla banca il finanziamento non sarà concesso.
  • Il livello di reddito del richiedente che deve essere idoneo per il rimborso della rata di prestito. . Il criterio di valutazione adottato per la valutazione della concessione del prestito è il rapporto rata e reddito. In generale se la rata del prestito impegna il cliente più di 1/3 del reddito mensile il finanziamento non verrà concesso, calcolato al netto di eventuali altri impegni.
  • L’affidabilità creditizia del richiedente valutata dai rapporti di credito forniti dalle centrali rischi. Clienti che risultano segnalati nelle centrali rischi per casi di insolvenza o ritardo nel pagamento di rate di altri finanziamenti potrebbero vedersi negata la nuova richiesta di finanziamento.

A differenza di altri prodotti creditizi il prestito personale è caratterizzato da rate di ammortamento fisse. Le modalità di rimborso possono essere addebito diretto in conto corrente o bollettino postale.
Oltre all’importo delle rate di prestito il richiedente dovrà valutare anche altri costi legati a interessi, oneri accessori, costi assicurativi ed eventuali spese iniziali.
Quando si procede alla valutazione di un finanziamento, si presta sempre grande attenzione ai tassi di interesse ad esso collegati, Tan e Taeg in primis:

  • Il TAN: (Tasso Annuo Nominale) il tasso d’interesse in percentuale e su base annua che viene applicato al capitale finanziato. Il TAN corrisponde alla quota d’interessi che il richiedente dovrà corrispondere all’Ente erogante il prestito.
  • TAEG: (Tasso Annuo Effettivo Globale) esprime il costo complessivo del finanziamento e diversamente dal TAN comprende oneri accessori come spese di istruttoria o assicurative.

Altre voci di costo da includere nella richiesta di prestito personale fanno riferimento alle spese di istruttoria sostenute dall’Istituto durante la fase di erogazione del prestito. Le spese di istruttoria rappresentano dei costi accessori calcolati in percentuale sull’ammontare del finanziamento. Il pagamento delle spese di istruttoria dipendono dalle condizioni imposte dall’Istituto di Credito, le cifre si aggirano intorno all’1% del capitale finanziato (escluso imposta di bollo, il tributo da versare allo stato pari a € 14,62, per i prestiti fino a 18 mesi). Solitamente le spese di istruttoria vengono restituite in un’unica soluzione (viene aggiunto all’importo della prima rata), solamente alcune finanziarie concedono di diluire i costi su tutta la durata del finanziamento. Infine, a questi importi va aggiunto € 1,81 per le comunicazioni periodiche inviate dall’Istituto.
In riferimento agli altri costi il cliente deve tenere in considerazione:

  • Spese di estratto conto e di incasso rata: per legge sono a carico del cliente l’estratto conto annuale che il cliente riceve, le commissioni per l’addebito automatico delle rate (Rid), le spese per il bollettino postale se il cliente dovesse decidere di seguire questa modalità di pagamento..
  • Spese assicurative: se l’assicurazione è facoltativa, le spese relative non sono comprese nel Taeg.
  • Spese di estinzione anticipata: qualunque soggetto può decidere di estinguere anticipatamente un finanziamento. In questo caso oltre al capitale ancora dovuto, il cliente dovrà pagare gli interessi e gli altri oneri maturati fino a quel momento, e una penale che, secondo la legge, non potrà essere superiore all’1% del finanziamento. Anche in questo caso le spese per estinzione anticipata non sono comprese nel Taeg.

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La regola vuole che la concessione di un prestito personale non sia vincolata dalla presenza di garanzie reali quali diritti di ipoteca su beni di proprietà del richiedente. In alcuni casi l’Istituto, per ridurre al minimo i casi di insolvenza, può sottoporre al cliente un contratto che prevede la cambializzazione delle rate, che garantiscano l’intero ammontare erogato.
In generale la forma di garanzia richiesta è a discrezione dell’Istituto, tuttavia la più utilizzata è la firma di un coobbligato che garantisca il buon esito dell’operazione; questa condizione si verifica spesso in presenza di richiedenti con anzianità lavorativa recente o anche a fronte di una richiesta d’importo elevato.
Infine, le finanziarie possono prevenire il rischio di credito mediante la sottoscrizione da parte del cliente di polizze assicurative. Durante la sottoscrizione del contratto di prestito personale il richiedente può decidere se sottoscrivere una polizza assicurativa facoltativa che copra il rischio morte o il rischio perdita impiego. La compagnia assicurativa, in caso di morte del richiedente, salderà all’Istituto il debito residuo estinguendo il finanziamento. Per la perdita impiego invece la compagnia provvederà a versare le rate fin quando il finanziato non avrà trovato un nuovo impiego, o comunque fino ad un massimo di rate. Naturalmente questi prodotti assicurativi hanno un costo che inciderà sulla rata del prestito, è perciò necessario che il richiedente valuti attentamente gli oneri complessivi derivanti da una richiesta di prestito.


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Il contratto di Prestito Personale definisce le condizioni affinché l’Istituto o la Finanziaria concedano una certa somma di denaro al richiedente, il quale si impegna a restituire il denaro ricevuto per mezzo di rate mensili durante un arco di tempo prestabilito. Il contratto di prestito personale, il cui contenuto è definito dalla normativa, è sottoscritto da entrambe le parti; l’Istituto deve riportare chiaramente le condizioni dell’offerta di prestito, mentre il cliente deve confermare il suo impegno al rimborso del prestito secondo le tempistiche descritte dal contratto.


Secondo la normativa il contratto di prestito personale deve contenere:

  • Descrizione del finanziamento
  • Numero, importi e scadenze delle rate
  • L’indicazione del TAEG e gli oneri esclusi dal TAEG
  • Il valore monetario del prestito e le condizioni del finanziamento
  • Se presenti le garanzie richieste
  • Eventuali polizze assicurative richieste, escluse dal taeg

I termini del contratto di prestito definiti dalla normativa rappresentano una tutela nei confronti dell’Ente erogante e del soggetto richiedente, al quale vengono descritte chiaramente le caratteristiche e l’onerosità del finanziamento che sta per sottoscrivere.


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Il ritardo o l’interruzione del rimborso del prestito prevedono l’applicazione di una mora sugli interessi dovuti ed il rischio di essere segnalati quali cattivi pagatori in Centrale Rischi (che diffonderà le informazioni verso tutti gli Istituti Bancari e finanziari). Inoltre il mancato pagamento di una singola rata, se indicato nel contratto, autorizza l’Ente erogante a risolvere unilateralmente il contratto e il richiedente dovrà pagare la totalità degli oneri bancari, di protesto ed eventuali penali.

Il richiedente, da contratto, può estinguere il prestito anticipatamente rispetto alle tempistiche concordate. Solitamente l’estinzione anticipata del finanziamento comporta il pagamento di una penale che la normativa stabilisce non poter superare l’1% dell’importo finanziato.

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